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La Fìra di Sdaz

Da oltre trecento anni la fiera di Pontecchio ripropone il suo antico rituale di fine estate. Colori, suoni, e sapori della cultura contadina dell'Appennino Tosco-Emiliano tornano protagonisti di una festa radicata profondamente nella memoria della gente.

Nei giorni intorno all'8 settembre ogni anno si ripete uno schema consolidato e rassicurante: la cornice del Borgo di Colle Ameno a Sasso Marconi ospita dall'alba a notte fonda artigiani e artisti, musicanti e cantastorie che si muovono tra bancarelle.

Non mancano inoltre gli spettacoli, le curiosità, i caroselli di animali domestici e i prodotti gastronomici tipici, riproponendo così atmosfere autentiche di una cultura molto lontana nel tempo.

La memoria storica legata alle origine agricole del territorio si tramanda attraverso gli antichi mestieri del lavoro contadino, riproposti con strumenti e macchine d'epoca: la battitura e la trebbiatura, la macinatura, la cottura del pane, la lavorazione dell’uva…

Andare alla Fiera è come un viaggio nel tempo, alla riscoperta di emozioni semplici e magiche, nei momenti preziosi di una festa autenticamente “popolare”. 

Ma non è tutto, perché l’Antica Fiera di Pontecchio rappresenta oggi anche una fondamentale vetrina per quanti vengono da lontano, e nei giorni della kermesse possono scoprire e assaggiare il meglio della tradizione dell’Appennino.

 

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Un po' di storia

Venivano dalle montagne intorno a Pontecchio e partivano diversi giorni prima a bordo di un carro trainato da buoi, o da cavalli. Chi erano? Dove andavano?
Erano i nostri bisnonni che andavano alla Fira di Sdaz, per incontrarsi e confrontarsi sull’andamento dell’annata agricola, per fare acquisti e per divertirsi un po’ dopo le fatiche del lavoro estivo nei campi.
Solo alla Fira di Sdaz era possibile acquistare il meglio della produzione artigiana di botti, “bigonci” (piccoli contenitori per pestare l’uva), tini per la fermentazione del vino e gli indispensabili  setacci per separare la farina dalle impurità, gli “sdaz” appunto.

Terminati gli acquisti, spesso e volentieri i nostri antenati dovevano ritornare a piedi perché gli innumerevoli oggetti comprati o barattati in fiera occupavano tutto lo spazio disponibile a bordo del carro. Durante il percorso di ritorno al proprio paese facevano soste per dormire nelle stalle o nei portici dei casolari.

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